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Ricetta e disegni tratti dal libro 'Venezia e i suoi sapori' scritto e illustrato da Sally Spector
Polenta, che passione Ricetta e disegni tratti dal libro 'Venezia e i suoi sapori' scritto e illustrato da Sally Spector edito da Arsenale Editrice Gli stranieri sembrano spesso disorientati davanti a una porzione di polenta: se la vedono servire insieme al piatto che hanno ordinato e spesso non la toccano neppure, e anche quelli che sanno benissimo che cos'è dicono di non gradirla. Questa mancanza di interesse è forse giustificata dal suo aspetto poco accattivante; ma è un peccato non assaggiarla, perché il suo sapore neutro ha il grosso vantaggio di esaltare e accrescere il sapore delle vivande. I veneziani non capiscono questa diffidenza, e per loro alcuni piatti sono inconcepibili senza polenta.
1) Fate bollire l'acqua con il sale; versate la farina a pioggia, lentamente, perché non si formino grumi e l'acqua non perda il bollore, mescolando subito con un cucchiaio di legno o con la tradizionale 'mescola', un arnese simile a un matterello. Continuate a mescolare sempre nello stesso verso, cercando di miscelare lo strato più superficiale con quello più profondo. A mano a mano che la polenta si fa più compatta può essere più facile mescolare con due mani; se è troppo densa si può aggiungere un po' di acqua calda.
2) Dopo 30-40 minuti la polenta comincerà a staccarsi dalle pareti della pentola, e volendo si può già servire; tuttavia è preferibile protrarre la cottura per altri 20-30 minuti. La polenta, si dice, non può passare di cottura, e più si cuoce più è buona.
3) Quando è cotta si versa sul tradizionale tagliere in legno, dal quale si serve a fette tagliandola con l'apposito filo (mai con il coltello). Alcuni la versano in una terrina, soprattutto se è particolarmente morbida, e la servono con un cucchiaio.Ingredienti (per 4 persone): 350 gr. di farina di polenta 1 litro e 1/2 di acqua 1 cucchiaio di sale
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