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I simboli di New York
La Statua della Libertà La Statua della Libertà, per tutti gli americani "Miss Liberty", sorge sulle rovine di un’antica fortezza ottocentesca a Liberty Island, circa 4 km a Sud-Ovest di Battery Park, la punta estrema di Manhattan. Donata dalla Francia agli Stati Uniti il 28 ottobre 1886, in occasione del centenario della Dichiarazione di Indipendenza fu proclamata Monumento Nazionale nel 1924. L’idea di realizzare un monumento che simboleggiasse la concezione americana della libertà politica venne, al repubblicano francese Edouard de Laboulaye nel 1865 mentre la sua realizzazione si deve all’opera di tre diversi “padri”: lo scultore francese Frédéric-Auguste Bartholdi (1834-1904), che per realizzarla si ispirò, dopo un viaggio in Egitto, al Colosso di Rodi, Gustave-Alexandre Eiffel (1832-1923), lo stesso dell’omonima torre di Parigi, che progettò la struttura interna e l'architetto americano Richard Morris Hunt che realizzò il piedistallo. Il costo per la sua realizzazione fu di 250,000 dollari e l’opera pur completa rimase a Parigi fino a quando grazie ad altri 100.000 dollari raccolti in seguito a una sottoscrizione lanciata da Joseph Pulitzer, vennero completati i lavori di costruzione del basamento sulla Bedloe’ Island e la statua poté finalmente essere trasportata in America. La costruzione della statua, durata 14 anni, fu realizzata in 350 pezzi distinti per permetterne il trasporto via mare. Alta 46,5 metri (ma considerando il piedistallo raggiunge i 93 metri) e pesante 225 tonnellate, è stata il simbolo della libertà per milioni di immigrati. La Dea della Libertà infatti è rappresentata nell’atto di calpestare le catene della schiavitù. Sul capo indossa una corona i cui raggi rappresentano i sette mari ed i continenti. Con la mano destra regge la fiaccola che simboleggia la libertà (quella attuale è una copia dell'originale ed è placcata in oro 24 carati) mentre sulla sinistra porta la Dichiarazione d’Indipendenza con la storica data del 4 luglio 1776. All’interno del piedistallo è ubicata la “Statue Story Room”, un piccolo museo che espone documenti e fotografie sulla storia del monumento e sulla vita e l’opera dello scultore Bartholdi. L'entrata al basamento del monumento è possibile soltanto su prenotazione che deve essere effettuata con almeno 48 ore di anticipo rispetto al giorno della visita. Tutti i visitatori verranno sottoposti ad accurati controlli (simili a quelli effettuati in aeroporto) prima di salire sul battello, tale procedura porta alla formazione di lunghe code. Il punto più alto raggiungibile del Monumento è il terzo livello del piedistallo.
Informazioni utili Internet: www.nps.gov/stli Orario: 8.30 am - 6.00 pm Il battello per Liberty Island e Ellis Island parte da Battery Park. Metropolitana: 1, 9 (South Ferry); 4, 5 (Bowling Green); N, R (Whitehall St.)
Empire State Building Ricordate quella memorabile sequenza in cui King Kong aggrappato ad un grattacielo combatte allo spasimo per la sua stessa vita? Quel palazzo era l’Empire State Building! Da tempo non è più il grattacielo più alto del mondo, ma dopo l’11 Settembre, rimane il più alto e il più visitato di New York e comunque sia è e resta uno simboli più conosciuti della Grande Mela. Ufficialmente l’inizio della costruzione risale al 1929 (anche se tale data in effetti è solo quella dell’approvazione del progetto) mentre la sua inaugurazione avvenne incredibilmente solo due anni dopo, nel 1931. L'Empire infatti fu al centro di una competizione tra Walter Chrysler e John Jacob Raskob (della General Motor) su chi sarebbe stato in grado di costruire l’edificio più alto nel tempo più breve e per questa corda verso il cielo l'Empire procedette a più di quattro piani alla settimana. Originariamente era stato progettato con "solo" 86 piani, ma successivamente venne aggiunto un pennone che ha portato la sua altezza a 443 metri (per l’equivalente complessivo di 102 piani). Nel periodo immediatamente successivo alla sua costruzione, l’America era in piena crisi economica tanto che la maggioranza degli uffici di cui era composto l’edificio rimanevano desolantemente vuoti. La sera molte luci venivano accese comunque proprio per mascherare in qualche modo questa situazione; operazione decisamente non riuscita visto che al grattacielo venne presto storpiato il nome in “Empty State Building” (empy significa appunto vuoto). Il vero successo dell'edificio, che si affaccia sulla Quinta Strada, furono però le terrazze panoramiche che furono aperte al pubblico. Per la prima volta infatti si pensò di dotare un edificio di quell'altezza di un osservatorio panoramico. Alle terrazze, come ai piani superiori, si poteva accedere con ascensori in grado di arrivare all'86° piano in meno di un minuto. In un secondo tempo si pensò anche di dotare l'edificio di un pennone di attracco per dirigibili, ma a causa delle turbolenze che si generavano a quell’altezza l'operazione risultò essere più ardua del previsto, tanto, che presto, vi fu la conversione a torre per trasmissioni radiotelevisive. Una visita almeno all'osservatorio dell'86° piano è davvero una bellissima esperienza in grado di offrire un panorama mozzafiato dell’intera città (il momento migliore della giornata è senza dubbio sul far della sera quando il sole va a spegnersi sulla baia e la città si anima dei colori artificiali della notte. Per la salita si possono utilizzare i velocissimi ascensori, ma i più audaci si possono anche cimentare lungo i 1860 gradini che portano alla meta del centoduesimo piano.
Informazioni utili Internet: www.esbnyc.com Orario: 8.00 am - 12.00 pm (ultima salita alle 23.15) L'ingresso agli ascensori è situato al 350 5th Ave. o alla W. 34th St.
Rockefeller Center Il Rockefeller Center è un complesso di 12 edifici disposti su pianta ottagonale lungo la Fifth Avenue (tra la 48th e la 51st Street) e la Avenue of the Americas (tra la 47th e la 51st Street). L’iniziativa di costruire questa sorta di città-grattacielo che avrebbe radicalmente trasformato il volto urbano di Midtown Manhattan partì dal petroliere e filantropo John D. Rockefeller jr. Questi aveva in un primo tempo previsto di utilizzare un’area di 10 ettari nel centro di Manhattan per installarvi la Metropolitan Opera e, a tal fine, stipulò, nel dicembre 1929, un contratto d’affitto di 24 anni con l’ente proprietario del terreno, la Columbia University. In seguito alla crisi economica e al crollo della Borsa, Rockefeller dovette modificare i suoi piani originali, dopo aver fatto demolire, nel 1931, ben 228 edifici, diede il via alla costruzione di un complesso edilizio e commerciale progettato da un pool di architetti guidati da Raymond H. Wallace e da K.Harrison; questo consisteva inizialmente di soli 14 edifici ma a partire dal 1954, con la costruzione di cinque altri stabili, subì continui e successivi ampliamenti fino a raggiungere (nel 1973) le dimensioni e l’aspetto attuali. Oltre ai numerosi uffici il Rockefeller Center, comprende 30 ristoranti, dozzine di negozi al pianterreno e nelle gallerie sotterranee, studi televisivi, radiofonici e teatri (uno dei quali è il celeberrimo Radio City Music Hall) sale per esposizioni e un piccolo museo che possiede oltre un centinaio tra affreschi, sculture e bassorilievi di una trentina di artisti. Oltre al Prometheus, alla ormai famosa pista di pattinaggio su ghiaccio e al tradizionale albero di Natale, una delle ultime attrattive del Rockefeller Center è il Top of the Rock, la terrazza panoramica posta al 70° piano del grattacielo. Riaperta nel Novembre 2005, dopo circa 20 anni, la terrazza, dalla quale si gode un’ulteriore vista mozzafiato su tutta Manhattan, sta sempre di più acquisendo consensi e prestigio dalle migliaia di visitatori che ogni giorno si arrampicano fino alla cima per provare un’emozione antica, ma sempre attuale. Informazioni utili Internet: www.rockefellercenter.com e www.topoftherocknyc.com Si consiglia di entrare nel complesso dalla Fifth Avenue per la Promenade, detta anche, in riferimento alla Manica, Channel Gardens, in quanto separa gli edifici della Maison Française, a sinistra, dal British Empire Building, a destra. Le linee della metro sono la B,D,F,Q fino alla fermata della 47 / 50th Street; la linea numero 6 fino alla 51st Street / Lexington Avenue e proseguire a piedi a ovest verso la Fifth Avenue; la linea numero 1 o 9 fino alla 50th Street/Broadway. e proseguire a piedi a est verso la Fifth Avenue; la linea N o R fino alla Fifth Avenue/59-60th Street e proseguire a piedi a sud; la linea N o R fino alla 49th Street / 7th Avenue e proseguire a piedi a est verso la Fifth Avenue. Orari: Rockefeller Center 10.00 / 17.00 Top of the Rock 08.30 / 24.00 (ultima salita alle 23.30)
Chrysler Building Il Chrysler Building fu progettato da William Van Alen e successivamente venduto a Walter Percy Chrysler, un ex apprendista in un'officina di costruzioni ferroviarie, in breve diventato presidente dell'omonima fabbrica automobilistica , che cercava una sede prestigiosa per la sua azienda. A quel tempo, i costruttori di New York erano impegnati in una vera e propria gara senza esclusione di colpi per costruire il grattacielo più alto del mondo. Infatti H. Craig Severance stava a sua volta costruendo un grattacielo al numero 40 di Wall Street. Appena vennero divulgati i dati circa l’altezza del Chrysler, Severance improvvisamente fece aggiungere due piani alla sua costruzione, rivendicando ad essa il titolo di edificio più alto del mondo (ad esclusione delle "strutture", come per esempio, la Torre Eiffel). In realtà, Van Alen aveva già segretamente richiesto e ottenuto il permesso di costruire una guglia di circa 60 metri. Costruita in acciaio inossidabile fu eretta in cima all'edificio un pomeriggio del novembre 1929, rendendo il Chrysler Building con i suoi 319 m e con i suoi 77 piani, non solo l'edificio più alto del mondo, ma anche la struttura più alta. Van Alen e Chrysler però mantennero questo primato per meno di un anno e cioè fino al completamento dell’Empire State Building. Il Chrysler Building aperto al pubblico il 27 maggio 1930 è uno degli edifici più romantici di tutta New York, specialmente di notte, quando le luci delle finestre triangolari formano una corona luminosa intorno ad uno dei più autorevoli esempi di stile Art Decò. L’edificio venne costruito con l’intento preciso di celebrare la grande industria automobilistica dei tempi. Osservandone i particolari infatti saltano subito all’occhio i richiami alle linee delle automobili americane anni ’30 e alle griglie dei radiatori. Il trentesimo piano è privo di finestre e vi si possono facilmente notare dei fregi di mattoni rossi che richiamano le linee di pneumatici e parafanghi. Lungo l’edifico si notano anche decorazioni che rappresentano “capote” di automobili, angoli ornati con immensi tappi di radiatore e decorazioni ispirate all’elmo alato del Dio Mercurio. Il collo dell’edificio è ornato da otto teste di aquila stilizzate in acciaio metallizzato. Al contrario di quanto si possa immaginare, le aquile non hanno l’utilità di tenere lontani gli spiriti maligni, ma sono delle grondaie particolarmente belle che sottolineano la potenza dell’edificio. Se per la costruzione di altri edifici celebri della città sono stati utilizzati materiali comuni come pietra, cemento, terracotta, ferro e rame, tutta la sezione al di sopra del sessantunesimo piano e molte decorazioni ai piani più bassi, sono ricoperte di acciaio cromato che brilla sotto i raggi del sole. A chiudere la linea dell’edificio, la tanto famosa cuspide che fece raggiungere a Van Alen l’effimero record mondiale di altezza: la Vertex; una sorta di “cappello” del peso di 30 tonnellate per un’altezza di circa 60 metri, non un prolungamento dell’edificio ma una parte a se stante, costruita sull’ultimo piano dell’edificio. La gigantesca guglia ospita la suite su due piani che fu di Mr. Chrysler ed un esclusivo bar-lounge per uomini d’affari, il Cloud Club, ormai chiuso ma un tempo frequentato dal fior fiore dell’alta finanza mondiale. L' attuale proprietario del Chrysler Building è Jerry Speyer, co-proprietario anche del Rockefeller Center e di altri edifici importanti che lo ha acquistato nel 1997 per 220 milioni di dollari, più altri 100 pattuiti per le spese di ristrutturazione. Informazioni utili Indirizzo: 425 di Lexington Avenue (tra la East 41st e la East 42nd Street). Internet: www.emporis.com L’edificio non è visitabile ma suggeriamo “una sbirciatina” all’atrio, ne vale la pena! Le linee della metro sono la 4, la 5 o la 6 da Lexington Avenue per la 42nd St - Grand Central. I bus sono l'M15, l' M101/102, l'M1, M2, M3 e M4.
Il Ponte di Brooklyn Il Ponte di Brooklyn è probabilmente uno dei ponti più belli del mondo, una imponente struttura gotica che unisce Manhattan e Brooklyn, scavalcando l’East River. Inizialmente il rapporto con i newyorkesi fu di diffidenza sia a causa degli altissimi costi di realizzazione sia per il gran tributo di vite umane che richiese la sua ultimazione; in seguito però il ponte è diventato uno dei simboli più conosciuti e apprezzati della città e una sorta di icona del “Grande sogno americano”. La costruzione del ponte iniziò nel 1867 e richiese il lavoro massacrante di 600 operai. Durante i lavori 20 di questi persero la vita, la maggior parte per embolia gassosa dopo aver effettuato immersioni nelle camere di scavo sottomarine. E non vi furono solo questi lutti. Anche il padre progettista del ponte, l'ingegner Roebling, nel 1869 rimase vittima di un incidente durante l'attracco di un traghetto e il figlio, Washington Roebling, che ne prese il posto rimase a sua volta gravemente ferito proprio a causa di un'embolia gassosa. Venne aiutato nel completamento dell'opera della moglie, Emily Warren Roebling, una donna forte e volitiva che sotto la sua supervisione riusci a completarne i lavori per la sospirata inaugurazione che ebbe luogo il 24 maggio 1883. Il ponte è costituito da 4 cavi d'acciaio assicurati ad ancoraggi fissati ad apposite piastre (una per ogni cavo) contenute all'interno di calotte di granito alte fino a 3 metri e poste agli estremi del ponte stesso. Ogni cavo è composto da 5.657 Km di filo d'acciao galvanizzato con zinco al fine di renderlo resistente al vento, alla pioggia ed alla neve. Due piloni, posti a circa 300 metri dalle calotte, poggiano su cassoni grandi come 4 campi da tennis, e vengono utilizzati come punti di ancoraggio per i cavi grazie a piastre a sella poste sulle loro sommità. La base del ponte invece è costituita da travi di acciaio del peso di 4 tonnellate ciascuna ssicurate a tiranti verticali (assicurati a loro volta a tiranti diagonali) il cui scopo è mantenerle in posizione. Il ponte una volta completato si presentava con una struttura a 5 corsie. In passato le due corsie esterne venivano impiegate per il transito di carrozze, le due corsie intermedie per il transito delle cabine della teleferica e la corsia centrale per quello dei pedoni. Oggi le corsie esterne ed intermedie sono destinate ai mezzi a motore e quella centrale è divenuta per metà pista pedonale e per metà pista ciclabile. Il Ponte di Brooklyn ad oggi può vantare tre non indifferenti primati: è il più antico ponte eretto a New York sull’East River (lo seguirono il ponte di Williamsburg nel 1903, quelli di Manhattan e Queensboro nel 1909 e il Triborough Bridge negli anni Trenta), è stato il primo ponte sospeso in acciaio mai costruito e, all’epoca della sua apertura, era considerato il più lungo tra tutti i ponti del mondo. In occasione del centenario del 1983 una folla festante si è radunata sotto il grande striscione Happy Birthday Brooklyn Bridge, a testimonianza che l’affetto della gente è ancora molto forte. Durante i mesi estivi, l’ancoraggio del ponte, una struttura simile ad una cattedrale, con soffitti alti fino a quattro piani, ospitata nel pilone di Brooklyn diventa teatro di rappresentazioni teatrali, esibizioni e concerti o più semplicemente un posto dove sedersi al termine di una così suggestiva passeggiata.
Queensboro Bridge & Roosvelt Island Il Queensboro Bridge, collega Manhattan con il quartiere del Queens, sull'isola di Long Island; la sua costruzione risale al 1909 su progetto di Gustav Lindenthal. Lungo 2.271 metri, il ponte ha un’arcata di 360 metri al di sotto della quale, negli anni '40, è stato costruito il Queens-Midtown Tunnel, una doppia galleria che corre sotto l'East River. Sul Queensboro Bridge è possibile anche utilizzare un apposito percorso pedonale e ciclistico chiamato North Outer Roadway. Il ponte si innalza sopra Roosevelt Island, scherzosamente chiamata anche “The little apple” incastonata, sull’East River proprio tra Manhattan, di cui è comunque parte, e Queens. Quest’isola, lunga e stretta nel corso degli anni ha cambiato nome molte volte, dall’originario Indiano Minnahanock, all’olandese Varckens, da Blackwell (il nome dell’omonima prigione) a Welfare (benessere, ma anche in questo caso era il nome di una prigione), sino a prendere nel 1973 l’attuale nome in onore del Presidente Franklin Delano Roosevelt. L’isola è collegata a Manhattan da una funivia (definita dal New York Time la vista più spettacolare della città dall’alto) in partenza da Tram Plaza , tra la 59th Street e la 2nd Avenue con partenze ogni 15 minuti dalle 6 del mattino alle 2.30 (3.30 durante il week-end). Circa 4 minuti, sospesi a più di 80 metri d’altezza sulle acque dell’East River. Un esperienza davvero unica specie la sera. Al vostro arrivo sull’isola un servizio di minibus vi porta per soli 25 cents alla scoperta di questo piacevole e interessante angolo di New York, ricco di parchi, ben 5 e con molti edifici storici risalenti alla fine del ‘700.
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